Anna Magnani, aneddoti di una vera diva

Martedì, 9 Settembre 2008.

Anna Magnani sul set di Vulcano

Nell’anno del centenario della nascita, ricordiamo la più grande attrice cinematografica italiana di tutti i tempi, Anna Magnani, con un simpatico aneddoto che risale al 1949, anno di produzione del film “Vulcano“.


“Ciak, si gira!”. Non era così facile, per il regista Mr. Dieterle, pronunciare questa frase sul set di “Vulcano”. La diva italiana Anna Magnani, infatti, aveva non pochi capricci da primadonna: non solo il suo cachet per quel film si aggirava intorno ai 60 milioni di Lire (cifra astronomica per l’epoca), ma l’attrice si rifiutava persino di andare sul set prima di mezzogiorno, incapace, a suo dire, di “fare l’arte” appena sveglia.
 
Gli scontri sul set tra il generale Dieterle (un uomo dall’aspetto imponente e severo, ma dai modi eleganti), e Anna Magnani erano all’ordine del giorno, e per i motivi più svariati. Fra questi, sicuramente il più stravagante, c’era un cane randagio dell’isola, tanto lercio e pieno di zecche da meritarsi il soprannome di “Fidulin”. Come è risaputo, l’Annarella nazionale aveva una vera e propria passione per i cani, tanto che spesso amava soprannominarsi Anna “Cagnani”. A Vulcano, si dice che andasse in giro con una bottiglietta di petrolio tentando di togliere le zecche a tutti i cani randagi dell’isola.
 
“Fidulin”, però, aveva una particolarità: ogni notte amava sistemarsi sotto la finestra dell’alloggio di Dieterle e “abbaiare alla luna, al suo destino di zingaro, alla bellezza di quell’isola bruna come un cappero”, come scrive simpaticamente Patrizia Carrano nel suo libro biografico “Anna Magnani. Il romanzo di una vita” (Milano, Rizzoli, 1982). Il regista resistette un paio di giorni, solo per amor della pace, ma alla terza nottata insonne prese una decisione drastica: fece imbarcare il cane in una lancia diretta a Lipari, e se ne tornò a letto soddisfatto. Ma la furia della Magnani quando seppe quello che era successo fu terribile: minacciò il regista e i produttori che non avrebbe più messo piede sul set se prima “Fidulin” non fosse stato nuovamente riportato a Vulcano. Anna strepitava, sbraitava e minacciava, quando vide un cagnone bagnato accucciarlesi ai piedi. Da non credere, “Fidulin” aveva eroicamente nuotato da Lipari a Vulcano per tornare dalla sola persona che in tutta la sua vita gli aveva mostrato un po’ di affetto.
 
La Magnani, commossa, nascose il cane per non farlo vedere al regista, ma di notte “Fidulin” continuò il suo concerto. Dieterle non riuscì a credere alle sue orecchie, ed era già pronto con un bastone in mano quando seppe tutta la verità sul cane nuotatore. Il regista ne rimase così ammirato da decidersi di adottarlo. La Magnani, naturalmente, ne fu soddisfatta: ancora una volta la sua volontà aveva avuto il sopravvento sul resto della compagnia.

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