Benvenuti al Nord: trailer, trama e recensione con il giubbotto fendi-nebbia

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Benvenuti al Nord, il cast

Benvenuti al Nord è uno dei film più attesi della stagione. L’interesse per il sequel di Benvenuti al Sud è diventato un continuo crescendo fin dall’uscita del trailer. Il cast è lo stesso, ma la trama stavolta prevede il trasferimento di Alessandro Siani a “casa” di Claudio Bisio. In attesa dell’uscita in sala del 18 gennaio su distribuzione Medusa, ecco la recensione di Viva Cinema che l’ha visto in anteprima per voi.

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Per avere un’idea del fenomeno di Benvenuti al Nord basti pensare che sarà proiettato in oltre 800 copie. Come termine di paragone basti considerare Che bella giornata, distribuito in 820, ha dominato il box office 2011. Avatar, re del botteghino 2010, in Italia è uscito in circa 932 copie (compreso il 3D).
A salutare il pubblico della pellicola ci pensa infine Emma Marrone, che in una divertente rivisitazione di Volare ci accompagna con leggerezza e brio dietro le quinte delle riprese.

Trama di Benvenuti al nord

Sceneggiato da Fabio Bonifacci e Luca Miniero, Benvenuti al Nord ci racconta una nuova avventura con al centro i pregiudizi ‘territoriali’. Stavolta però trasferirsi dal Sud al Nord è il campano Mattia (Alessandro Siani) che arriva a Milano per lavoro e ritrova l’amico Alberto (Claudio Bisio), che, in quel momento, come lui è in crisi coniugale. Mattia è accusato dalla moglie Maria (Lodovini), che gli ha dato un figlio, Edinson, di sfuggire alle responsabilità. Mattia, suo malgrado, finirà dunque a lavorare a Milano, affidato alle cure di Alberto. L’impatto del napoletano con la città sarà tremendo: partito con un giubbotto fendinebbia (vi ricordate come era partito Alberto nell’altro film? col giubbotto anti-proiettili) Mattia farà una serie di cose che rovineranno la sua permanenza a Milano e disturberanno la vita dell’amico Alberto. Ma, pian piano, i pregiudizi inizieranno a sciogliersi..

Recensione di Benvenuti al nord

La premessa della pellicola si può riassumere in una delle sue battute più brillanti: “Quelle sul sud sono fesserie, quelle sul nord sono verità“. Ecco perché appunto secondo Mattia il trasferimento nella capitale lombarda è un danno maggiore della morte stessa. Non è facile sostituire la valigia piena di viveri della mamma con un “ape”, il rito sociale milanese per eccellenza, né smettere di abbracciare gli amici per strada perché è “da terroni”. Per non parlare del lago: “Non mi piace – dice con convinzione – è una parodia del mare”.
Eppure l’esperienza insegna che persino alla nebbia ci si abitua e con qualche bicchierino in più persino il più glaciale dei settentrionali inizia a sciogliersi. Certo, non vi aspettate che a cena voglia pagare il conto alla “romana” anziché chiedere quello separato, ma qualche passo si può sempre fare.
La sceneggiatura originale di questo film però risente della mancanza di traino del modello francese. Nel tentativo di scardinare i cosiddetti clichè sulle differenze culturali tra nord e sud finisce per fornire un dipinto edulcorato del settentrione che mette da parte l’efficienza lavorativa per abbracciare un modello sociale più rilassato e ospitale.
Ogni forzatura degli stereotipi fa scricchiolare la sospensione dell’incredulità nel tentativo di conciliare a tutti i costi i due punti di vista senza riuscirci del tutto.
La coppia Bisio-Siani funziona meglio al Sud mentre sembra affidato ad Angela Finocchiaro il vero cuore della linea comica. Azzeccato il trio di colleghi dell’ufficio postale milanese e tremendamente in parte (come dubitarne?) Paolo Rossi nella parodia del metodo Marchionne: in questo caso il cast colma realmente lacune e sbavature, riuscendo a regalarci fantastiche perle di ilarità.

Trailer di Benvenuti al nord

La mascherina contro le polveri sottili sfoggiata da Angela Finocchiaro nel trailer della pellicola in piazza Duomo a Milano sembra già un contrasto abbastanza nitido con le coste soleggiate della Campania che fanno capolino in questo secondo capitolo. Siamo davanti ad un altro mondo, ad una situazione ribaltata ma ugualmente infarcita di luoghi comuni sulle differenze di latitudine. Luciano De Crescenzo diceva che siamo sempre a sud di qualcuno. Qual è, allora, il grado di apertura mentale che ci aspettiamo dopo la visione di questo film? Dopotutto si tratta sempre di commedia, ma si autoproclama “intelligente”.


A cura di Alessandra De Tommasi e Claudia Nuzzarello

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