Carlo Rambaldi: i dieci film più belli con le sue creature e i suoi effetti speciali

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carlo rambaldi et

Oggi è morto Carlo Rambaldi papà di ET e maestro degli effetti speciali. Si è spento all’età di 86 a Lamezia Terme, ma il suo ricordo rimarrà per sempre con noi grazie ai film che hanno potuto beneficiare delle sue creature. L’Italia oggi ha perso uno dei suoi più grandi artisti, il cui innegabile talento era riconosciuto a livello mondiale tanto da valergli ben tre premi Oscar: uno per ‘King Kong’, uno per ‘Alien’ e uno per ‘E.T.’. E noi vogliamo rendergli omaggio ricordando i dieci film più belli che poterono beneficiare delle sue creature e dei suoi effetti speciali.

E.T. l’extra-terrestre (1982)

La creatura più famosa di Carlo Rambaldi è senza dubbio ‘E.T.’. ‘E.T. l’extra-terrestre’ è un film di fantascienza del 1982 diretto da Steven Spielberg. Il regista aveva perfettamente in mente ciò che voleva e per la costruzione pratica della creatura, si rivolse subito a Carlo Rambaldi, che aveva già collaborato insieme a lui in ‘Incontri ravvicinati del terzo tipo’. Nel gennaio del 1981, sei mesi prima dell’inizio delle riprese, Rambaldi costruì un modello a grandezza naturale di E.T. in creta: bisognava controllare come avrebbe reagito il modellino di fronte alle luci di scena e bisognava capire come fare a fargli muovere il viso e gli arti. Ma il team di Spielberg riuscì a vincere ogni sfida e grazie a Rambaldi abbiamo il nostro piccolo extraterrestre.

Dune (1984)

‘Dune’ è un di film di fantascienza del regista David Lynch del 1984, tratto dal romanzo omonimo di Frank Herbert, di cui consigliamo caldamente la lettura. Lynch si trovò ben presto alle prese con qualcosa di enorme: all’epoca non esistevano le tecniche digitali e questo film richiedeva degli straordinari effetti speciali. Il film ebbe un budget immenso per l’epoca e richiese tantissimo tempo: tre anni solo per studiare il look insieme allo scenografo Anthony Masters; un anno di lavorazione negli studios di Città del Messico con ben quattro troupe diverse in 75 set con più di 600 persone; 6 mesi per le riprese con gli attori e 6 mesi di post-produzione per gli effetti speciali. E a proposito degli effetti speciali: per dare vita a Shai Hulud e ai Navigatori della Gilda Spaziale venne chiamato proprio lui, il mitico Carlo Rambaldi.

Alien (1979)

‘Alien’ è un film del 1979, diretto da Ridley Scott. La realizzazione dei mostruosi alieni dal pessimo caratteraccio si deve alla stretta collaborazione fra Hans Ruedi Giger e Carlo Rambaldi. A dare ispirazione ai due per la creazione della creatura fu una tavola disegnata dall’artista H.R. Giger. Per quanto nei successivi capitoli della serie di Alien si siano usate le più moderne tecniche digitali, è indubbio che l’originale creatura di Rambaldi ha un fascino senza tempo.

King Kong (1976)

‘King Kong’ è un film del 1976, diretto da John Guillermin: si tratta di un remake del classico film avventuroso-fantastico dal titolo omonimo del 1933. Per questo film Carlo Rambaldi vinse per la prima volta il premio Oscar per i migliori effetti speciali, creando dal nulla un pupazzo telecomandato, l’animatrone, alto 12 metri. A dire il vero il robot gigante venne usato in pochissime scene: nella maggior parte delle inquadrature in cui si vede il gorillone extra size nella sua interezza, esso è impersonato da Rick Baker con un semplice costume, attore per il quale furono appositamente create delle maschere in grado di esprimere le emozioni di King Kong. Rambaldi realizzò poi anche il braccio meccanico a grandezza naturale di King Kong usato per le riprese più ravvicinate e famose con Jessica Lange.

Profondo rosso (1975)

‘Profondo rosso’ è un film horror del 1975 diretto da Dario Argento. Anche qui a curare gli effetti speciali venne chiamato Carlo Rambaldi, il quale ha lavorato con ottima sintonia sia con celebri registi stranieri che con famosi cineasti italiani. Qui Rambaldi realizza il manichino meccanizzato con espressione di terrore di Macha Meril, la riproduzione di Clara Calamai per la scena della decapitazione, il corpo mummificato e il manichino meccanizzato nella faccia e camminante, ma non era certo la prima volta che lavorava insieme a Dario Argento: di chi sono gli effetti speciali di ‘Quattro mosche di velluto grigio’? Sempre di Rambaldi.

Unico indizio la luna piena (1985)

‘Unico indizio la luna piena‘ è un film horror del 1985, diretto daDaniel Attias e tratto dall’omonimo romanzo breve di Stephen King. Come si può evincere dal titolo del film, qui Carlo Rambaldi è alle prese con un lupo mannaro, che nulla ha a che vedere con i licantropi moderni di ‘Twilight’ & Company: le creature mostruose sono sempre state pane per i denti di Rambaldi.

Conan il distruttore (1984)

‘Conan il distruttore’ è un film del 1984, diretto da Richard Fleischer. È il seguito di ‘Conan il barbaro’del 1982 e sono entrambe ispirate al personaggio di Conan il barbaro, creato da Robert Ervin Howard. Si tratta di una pellicola volutamente meno violenta della prima, forse anche più divertente. Ma qui incontriamo per la prima volta il Mostro di Dagoth: non riconoscete una mano famigliare dietro le sue fattezze? Ebbene sì, è stato Carlo Rambaldi a crearlo.

Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977)

‘Incontri ravvicinati del terzo tipo’ è un film di fantascienza del 1977 diretto e sceneggiato da Steven Spielberg. E’ il primo film di Carlo Rambaldi e Steven Spielberg insieme. In realtà il supervisore agli effetti speciali fu Douglas Trumbull, mentre Carlo Rambaldi disegnò gli alieni. Qui si tentò di rendere più realistiche le scene utilizzando la tecnica della Computer-generated imagery, ma purtroppo costava troppo e venne usata con parsimonia.

L’Odissea (1968)

L’ ‘Odissea’ è uno sceneggiato televisivo a puntate coprodotto e trasmesso dalla RAI nel 1968, basato sull’omonimo poema di Omero e diretto da Franco Rossi, insieme con Piero Schivazappa e a Mario Bava. Gli effetti speciali, a dire il vero, furono una vera e propria collaborazione fra Mario Bava e Carlo Rambaldi. Nonostante alcune evidenti differenza con l’originale di Omero, un po’ dovute ad esigenze di copione, un po’ alla necessità di sfrondare un po’ i numerosi incontri di Ulisse, si tratta di un prodotto assai valido, che merita di essere visto.

Terrore nello spazio (1965)

‘Terrore nello spazio’ è un film di fantascienza del 1965 diretto da Mario Bava, tratto dal racconto del 1960 dal titolo ‘Una notte di 21 ore’ di Renato Pestriniero. Leggermente scopiazzato dal più tardivo ‘Alien’, qui Bava e Rambaldi si trovano alle prese con un budget decisamente ridotto: eppure, nonostante tutto, ricorrendo a qualche trucchetto decisamente artigianale, riescono a confezionare un prodotto che è fra i migliori film di fantascienza dell’epoca.

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Ven 10/08/2012 da Manuela Chimera in

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