Hesher è stato qui, la recensione: le brutte giornate possono ancora peggiorare
Per coloro che sono ancora indecisi sul film da guardare questo weekend nelle sale, ecco una chicca che rischia di passare inosservata nella programmazione cinematografica. Hesher è stato qui è un film cattivo, che si può solo odiare o amare. Oggi Viva Cinema ve ne propone la recensione e vi spiega perché, per quanto ci riguarda, è stato amore a prima vista.
Nel suo primo lungometraggio – prodotto in maniera completamente indipendente da importanti studi cinematografici e sponsorizzato da piccole imprese e dagli attori – il regista Spencer Susser sfrutta la premessa di una famiglia distrutta dal dolore di fronte a un lutto e la trasforma in un film drammatico di tutto rispetto.
Hesher (Joseph Gordon-Levitt) è uno pseudo metallaro capellone e tutto tatuato che arriva nella vita del tredicenne TJ (Devin Brochu) senza alcuna spiegazione. Si autoinvita a vivere con il ragazzino, con suo padre Paul (Rainn Wilson) e con sua nonna (Piper Laurie), insinuandosi nella loro vita con la grazia di una bomba molotov. E se a questo punto lo spettatore si aspetterà di vedere Hesher prendere TJ sotto la sua ala protettiva, difendendolo dai bulli e aiutandolo ad affrontare il suo dolore per la morte prematura della madre, rimarrà irrimediabilmente deluso. A Hesher non importa. Non gli importa di TJ, non gli importa del mondo e non gli importa di cosa gli altri pensino di lui. Hesher si limita ad essere presente e ad essere… Hesher.
Gran parte della forza del film sta nelle prestazioni degli attori. La notevole presenza di dialoghi consente agli interpreti della pellicola di essere più espressivi, anche nel linguaggio del corpo.
Joseph Gordon-Levitt interpreta il protagonista come nessun altro sarebbe stato in grado di fare: un personaggio crudo e volgare come pochi altri, capace di scandalizzare anche senza parlare. Basta dare un’occhiata ai suoi tatuaggi – un omino stilizzato che si spara un colpo in testa, sul petto, e un dettagliatissimo dito medio, sulla schiena – per capire che Hesher è così: o lo si ama o lo si odia. Perché Hesher non ha alcuna qualità : è sboccato, violento e il suo rapporto con TJ è a dir poco inquietante.
La performance di Devin Brochu nella parte di TJ è assolutamente brillante: il suo balbettare e borbottare, così come la sua mimica facciale, non possono che spingere lo spettatore a compatire la sua situazione. Ma c’è di più oltre la pietà . TJ è un ragazzo che vorrebbe trovare nel padre Paul l’ancora di salvezza per risollevarsi da una pessima situazione e dall’ingiustizia assoluta che sembra essere la sua vita. E’ triste, ma è anche arrabbiato. E’ stanco, ma desidera trovare una motivazione per andare avanti.
Rainn Wilson e Natalie Portman hanno entrambi dei ruoli modesti, ma non per questo meno degni di nota. Wilson interpreta il ruolo di Paul in maniera convincente, riuscendo a riportare sul grande schermo la figura di un padre così colpito dalla depressione da non riuscire nemmeno a vestirsi e alzarsi dal divano. Figuriamoci poi fare il genitore! La sua apatia nei confronti della vita dopo la morte di sua moglie è quasi irritante più che patetica.
Natalie Portman brilla nel suo piccolo ruolo come commessa un po’ nerd. Impietosita da TJ e incuriosita da Hesher, in realtà è solo alla ricerca di un modo per sfuggire alla quotidianità di una vita banale e, diciamocelo, abbastanza sfigata. Ultima ma non per questo meno importante, la splendida performance di Piper Laurie nel ruolo della nonna di TJ. Ottima spalla per Hesher, le scene che la vedono in compagnia del protagonista sono tra le più belle del film.
Hesher è stato qui è un film che o si ama o si odia. A ben vedere i personaggi non sono poi così simpatici, anzi, sono abbastanza scoraggianti. La storia è confusa e racconta solo uno spaccato della vita dei protagonisti. Hesher compare senza portarsi dietro alcun background e senza alcuna motivazione. Quando iniziano i titoli di coda, il pubblico in sala ha ancora diverse domande senza risposta. Tutto questo però non riesce a far di Hesher un pessimo film, anzi. Hesher è stato qui è un film sul dolore e sulla perdita e su come affrontarli. Perché nonostante tutto le brutte giornate possono ancora peggiorare, ma nulla ci vieta di reagire. Come ci insegna Hesher, quando la vita ti mostra il dito medio, a volte l’unica cosa che puoi fare è rispondere con lo stesso gesto.
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Ven 03/02/2012 da Giulia Zannoni




















