I migliori film di arti marziali, da Bruce Lee a Jackie Chan [VIDEO]

I migliori film di arti marziali, da Bruce Lee a Jackie Chan [VIDEO]

Bruce Lee 2

Chi ama le arti marziali prova un piacere maggiore a vedere i film in cui i combattimenti tra atleti di varie discipline si susseguono a ritmo incalzante, magari sostenuti da una buona sceneggiatura e da dialoghi importanti. Non sempre è così, ovviamente: molti film di arti marziali si reggono solamente sulle sfide corpo a corpo degli attori, ed hanno fatto la loro fortuna solo grazie ad un sapiente montaggio effettuato in post produzione. Nella storia della cinematografia mondiale si registrano comunque dei capolavori del genere, chiaramente prodotti in Asia, terra di origine di moltissime filosofie e discipline che con l’arte marziale esprimono la loro quintessenza più originaria.

Qui troverete una lista dei migliori film di arti marziali che hanno avuto più successo, in Italia e nel mondo, fin dagli anni ’70, quando un giovane Bruce Lee cominciò a diffondere nel mondo l’arte marziale nello stile Wing Chun. Bruce Lee diventò nel tempo una vera e propria leggenda del Kung Fu grazie alle sue doti straordinarie e alla dedizione alla pratica della disciplina e grazie a lui anche l’occidente cominciò ad interessarsi alle arti marziali.

Il furore della Cina colpisce ancora, 1971

Il furore della Cina colpisce ancora è il primo film dove compare Bruce Lee come attore, e da questa pellicola in poi l’attore, artista marziale e filosofo, cominciò a divenire famoso a livello internazionale. Il furore della Cina colpisce ancora uscì nelle sale nel 1971, girato in un piccolo villaggio della Thailandia dal regista Lo Wei: la recitazione appare forse un poco approssimativa, ma il film dopotutto scorre fluidamente, soprattutto grazie proprio a Lee ed ai suoi interventi di Kung Fu. Bruce stesso raccontò in seguito, in alcune interviste, che il copione, il soggetto e la sceneggiatura del film furono definite man mano che le riprese andavano avanti.

Dalla cina con furore, 1972

Dalla Cina con furore è forse il film di arti marziali, diretto sempre da Lo Wei, che gettò le basi strutturali per tutti i successivi lungometraggi improntati su storie di arti marziali. Qui ritroviamo una delle caratteristiche principali del genere, cioè il combattimento a mani nude, e una decisiva presenza della fisicità del protagonista. Bruce Lee ha il merito di dare qui, al suo personaggio Chen Jeh, un forte spessore carismatico. Viene inoltre per la prima volta impiegato (e fatto vedere sullo schermo) un nunchaku, arma molto antica formata da due bastoni corti uniti da una catena. La coreografia dei combattimenti è affidata a Bruce Lee e a Han Ying-Chieh, che l’aveva già curata nel precedente Il furore della Cina colpisce ancora.

I tre dell’operazione drago, 1973

I tre dell’operazione drago è un film diretto da Robert Clouse, con interprete principale ancora il mitico Bruce Lee, che qui vediamo impegnato nell’ultimo suo lavoro completo, che non riuscì comunque a vedere finito: l’attore morì qualche mese prima dell’uscita mondiale della pellicola, in circostanze che molti continuano a credere sospette. E’ considerato ancora oggi uno dei migliori film mai realizzati, sia per l’eccezionale bravura di Lee nelle sue scene e per la mirabile coreografia che egli stesso curò di persona. Il lungometraggio nel 2004 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Drunken Master, 1978

In Drunken Master, film uscito nelle sale nel 1978 ma arrivato in dvd in Italia nel 2003, vediamo forse la migliore interpretazione di Jackie Chan, star del genere qui giovanissimo, che 16 anni dopo nel 1994, girerà anche un sequel di questo episodio, Drunken Master 2, distribuito in occidente con il titolo The Legend of Drunken Master. Il film è una miscela di azione e combattimento marziale giunto alla commedia, diventato un vero culto per i fanatici del kung fu, anche se la trama risulta essere un poco debole.

Karate Kid, 1984

John G. Avildsen ha diretto il primo capitolo della tetralogia di Karate Kid, dove un giovanissimo Ralph Macchio è alle prese con la conoscenza delle arti marziali, insegnate dal Maestro Kesuke Miyagi, interpretato dall’attore Noryuki “Pat” Morita che per questa interpretazione si è guadagnato una nomination come miglior attore non protagonista agli Oscar del 1985 e al Golden Globe, sempre nello stesso anno. Il film ebbe un notevole successo commerciale, tanto da segnare un rinnovato interesse verso i film di genere, cosa che non accadeva dai tempi di Bruce Lee, negli anni ’70. Dopo questo film in Italia seguirono alcune produzioni emulatorie, come Il ragazzo dal kimono d’oro, diretto da Fabrizio De Angelis, aka Larry Ludman, e interpretato da un giovane Kim Rossi Stuart.

Kickboxer – Vendetta personale, 1986

In Kickboxer – Vendetta personale appare per la prima volta in un ruolo di rilievo sul grande schermo Jean-Claude Van Damme, qui ancora un attore praticamente sconosciuto, nella parte del ‘cattivo’. Diretto da Corey Yuen (già attore in Dalla Cina con furore), il film è stato diversamente valutato dal pubblico: molti criticano la recitazione scarsa e la pochezza nella trama, mentre per altri il lungometraggio sarebbe un vero e proprio cult del genere. In questo spezzone il protagonista mette a punto gli insegnamenti ricevuti dal fantasma di Bruce Lee. C’è comunque una curiosità degna di nota: la tomba sulla quale il protagonista si reca a chiedere conforto è proprio quella del Maestro di arti marziali e attore dei film citati in precedenza.

Mortal combat, 1995

Mortal Combat è un live action della omonima serie di videogiochi, dove le arti marziali si incontrano con il genere fantastico. Uscito nel 1995 e diretto da Paul W. S. Anderson, regista del più recente Resident Evil: Retribution (2012), è interpretato tra gli altri da Robin Shou, Christopher Lambert e Linden Ashby, al quale fu affidato il ruolo di Johnny Cage, precedentemente pensato per Brandon Lee, figlio di Bruce, che morì però tragicamente ne 1993, con un colpo di pistola sparato accidentalmente sul set de Il Corvo. Come nel gioco picchiaduro anche nel film Mortal Combat è un susseguirsi di colpi, magistralmente accompagnati dai suoni e dagli effetti visivi speciali.

Ong-Bak – Nato per combattere (Ong-Bak), 2003

Il film Ong-Bak contiene decine di combattimenti di arti marziali, in cui il montaggio delle scene più spettacolari, effettuato con riprese da angolazioni diverse, mettono in risalto la grande agilità di Panom Yeerum altrimenti conosciuto in occidente con il nome Tony Jaa, che esibisce una tecnica Muay Thai molto coreografica, con un uso prevalente di gambe e ginocchia. Per la sua marzialità viene considerato il successore di Bruce Lee, e per l’agilità viene paragonato a Jackie Chan. Yeerum stesso, aiutato da Panna Rittikrai, ha curato la coreografia dei combattimenti del film.

IP Man, 2008

Ip man è un film semibiografico, riprende parzialmente la vita del Grande Maestro Yip Man, esperto dell’arte marziale del Wing Chun e la prima persona dedita ad insegnare quest’arte apertamente. C’è da ricordare che tra i suoi discepoli c’è stato anche il già citato attore e regista Bruce Lee, molto influente e apprezzato artista marziale, diventato esso stesso un’icona per chi pratica, che con il suo Jeet Kune Do, si è avvicinato alla creazione dell’arte marziale “definitiva”. In questo spezzone del film diretto da Wilson Yip vediamo proprio il protagonista (Donnie Yen) che sfida sapientemente in duello dieci karateka giapponesi. Il film è stato nominato per dodici Hong Kong Film Awards, vincendo premi per il Miglior Film e la Miglior Coreografia di azione. In Italia è arrivato nel gennaio del 2012.

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Mar 17/04/2012 da

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Lorenzo De Luca 18 aprile 2012 13:28

Nell’elogiare l’articolo ricordo che è in circolazione il dvd Dragonland, documentario che riassume molti dei titoli suddetti con interviste originali e materiale d’epoca. Lo si trova su vari siti.

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Lord Mirror 9 giugno 2012 02:58

Dai, ma che roba! Sono tutti film stranoti e per giunta nemmeno dei migliori: non c’è menzione nemmeno di mezza pellicola dei Fratelli Shaw tanto per fare un esempio. Se si sta sempre a parlà degli stessi quattro titoli stragettonati non si ci fa alcuna cultura.

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