Il Gatto con gli Stivali, la recensione in anteprima

Il Gatto con gli Stivali, il nuovo cartoon in 3D della Dreamworks, arriverà nelle sale italiane dal 16 dicembre. Noi di Vivacinema abbiamo visto in anteprima per voi il debutto cinematografico del personaggio comparso nella saga dell’orco Shrek (sempre della Dreamworks) che ci racconta di quando il simpatico felino si mise, insieme all’intelligente gattina di strada Kitty Zampe Di Velluto e al cervellone Humpty Dumpty, alla ricerca dei famosi fagioli magici. Non perdetevi la nostra recensione dopo il salto.
Un racconto epico e al contempo buffo: queste le intenzioni del regista Chris Miller nel realizzare Il Gatto con gli Stivali, lo spin-off della serie con protagonista l’orco verde doppiato da Mike Myers.
Obiettivo raggiunto? Per la parte buffa sicuramente si: il protagonista, spadaccino in fuga dalle forze dell’ordine e anche dalle micie (per le sue doti amatorie è chiamato il ‘Gattanova’ o ‘amante piccante’), è un personaggio assolutamente riuscito grazie al ‘mix’ di contraddizioni che lo caratterizzano: coraggioso, ma nel contempo capace di distrarsi in qualsiasi momento, come un qualunque gatto, per correre ad acchiappare una luce riflessa, forte e valoroso nei combattimenti, ma nello stesso tempo capace di farsi mettere ko da una bella gattina, piccolo di statura, ma grande di cuore e incline al sacrificio per il bene del paesino dove è cresciuto e stato adottato. Insomma un gatto che abbiamo apprezzato sin dalla scena iniziale (lui che abbandona dopo aver sedotto una micia e ruba con destrezza l’anello del suo carceriere)
Sono tanti i momenti esilaranti della pellicola (come pure le battute, di cui una, a noi è sembrato, di chiara origine trapattoniana, ma non vogliamo svelarvela), la cui forza sta proprio nella ‘passione’ che emana il Gatto, che non sarebbe tale se non venisse doppiato, anche nella versione italiana, da Antonio Banderas.
E che dire anche delle citazioni cinematografiche? Una su tutte vogliamo anticiparvela: cosa vi ricorda il ‘bean club’, il club del fagiolo, la cui prima regola è di non parlare mai di esso?
La storia che meritava di essere raccontata (‘ho voluto dirigere Il gatto con gli Stivali perchè sentivo che questo personaggio meritasse una sua storia’, ha dichiarato Miller) e che ci porta alle origini di questo personaggio (prima ancora che incontrasse l’orco), mescola azione, con scene di inseguimenti spettacolari, mistero, commedia romantica, western ed epica nel racconto di un’avventura vissuta alla ricerca della famosa Oca dalle uova d’oro che avrebbe reso ricco il gatto, l’amico-uovo Humpty Dumpty e Kitty, la loro complice.
Una storia che certo è epica perchè ci porta alle origini del ‘mito’ del Gatto con gli Stivali, ma che noi avremmo voluto ancora più ricca di azione e avvenimenti. I presupposti c’erano e soprattutto c’era il personaggio. Come si fa a non amarlo con quegli occhioni?
In Usa il film è stato campione d’incassi, vedremo quanto riuscirà a raccogliere nelle sale italiane a Natale, quando dovrà scontrarsi con ‘giganti’ del box office festivo, come i cinepanettoni.
Mer 23/11/2011 da Claudia Nuzzarello




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