John Carter: trama, recensione e dieci minuti in anteprima dell’epico film Disney [VIDEO]

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John Carter, le scene cult

La lotta del weekend al box office diventa decisamente epica se a combattere scende in campo John Carter, personaggio creato dallo scrittore Edgar Rice Burroughs (Tarzan) e portato su grande schermo da Walt Disney grazie all’interpretazione di Taylor Kitsch.

  • Amore a prima vista per John Carter
  • Barsoom e i suoi luoghi segreti
  • Gli animali domestici su Marte

John Carter, come si intuiva già dalla prima immagine di molti mesi fa, è un guerriero che dalla Terra si ritrova catapultato suo malgrado su Marte. Il kolossal, diretto dal regista Premio Oscar Andrew Stanton (Wall-E), ha ricreato un intero universo fantastico (lingua dei Thark inclusa) con un dispiegamento di effetti speciali a dir poco notevoli.

La trama di John Carter

Tutto ha inizio con l’eredità di John Carter (Taylor Kitsch): questo ex soldato lascia tutti i suoi averi al nipote, affidando alle sue cure un diario segreto di viaggio che lo aiuterà ad immergersi nelle avventure che il suo parente si è trovato a vivere. A causa di una serie di misteriose circostanze, infatti, Carter si è ritrovato nel pianeta di Barsoom (Marte), popolato da strane creature e devastato da lotte intestine che durano ormai da oltre 1000 anni. Suo malgrado si trova nel bel mezzo del conflitto e, complice la presenza di una conturbante principessa, Dejah Thoris (Lynn Collins), decide di abbracciare la causa e schierarsi nel combattimento.
La situazione, però, gli sfugge ben presto di mano perché la sua arroganza lo mette nei guai e spesso gli fa scegliere la via più complicata e rischiosa per ottenere i suoi obiettivi. Fortunatamente si ritroverà al fianco di degni compagni, saggi e razionali, che lo guideranno verso la strada giusta.

Dieci minuti in anteprima di John Carter

Bastano questi dieci minuti in anteprima per rendersi conto dello stile della pellicola. John Carter si basa su una lentezza esasperata che tende a diluire il tempo per farci quasi galleggiare in questa dimensione inedita. In realtà probabilmente la prima mezz’ora di film che ci svela il protagonista in versione cowboy poteva essere perfettamente condensata in una manciata di frame.
L’intento è quello di farci inquadrare fino il fondo il personaggio, un tipo ribelle (anche se decorato ben 6 volte) che non esita a ricorrere ad uscite ad effetto dopo aver scatenato l’inferno con la sua proverbiale irruenza. In realtà il suo anticonformismo all’inizio ha ben poco di eroico: i gesti plateali sembrano dettati soprattutto dall’orgoglio. Non a caso rifiuta per principio qualsiasi richiesta gli venga avanzata, a prescindere che gli costi o meno fatica metterla in pratica.

La recensione di John Carter

Non ci sono dubbi: la versione di Marte che ci viene descritta in questa pellicola odora di grandiosità e ha il chiaro intento di lasciare il pubblico senza parole. La missione è decisamente compiuta perché i paesaggi sono mozzafiato e le creature che li popolano risultano originali e bizzarre al punto giusto.
Le atmosfere ricordano quelle di Prince of Persia (persino i costumi della principessa sembrano un esplicito omaggio alla pellicola), ma in chiave fantasy. L’eroe, comunque, convince solo parzialmente, come nella scena in cui riviviamo con lui un lutto del passato. Per il resto sembra un arrogante attaccabrighe poco incline alla generosità, a meno che non entri in ballo il fascino femminile.
Per fortuna almeno la figura della principessa sfugge agli stereotipi della fanciulla da salvare e se la cava benissimo anche senza il suo aiuto, anche se alla fine e suo malgrado si rende conto di aver bisogno dello straniero per salvare il suo mondo, eloquentemente anticipato in questa clip:

Neppure la sapiente regia, gli effetti speciali formidabili e le scenografie imponenti riescono tuttavia a bilanciare una sceneggiatura poco equilibrata. Se il film avesse retto il ritmo che viene concentrato in questo spot avrebbe sicuramente ottenuto un riscontro migliore:

Difficilmente si riesce a tifare per questo eroe, brillante ma poco ortodosso. Taylor Kitsch fornisce una prova più che discreta ma sembra evidente che il personaggio stenti a decollare.

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Ven 09/03/2012 da Alessandra De Tommasi in

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