Mai più come prima, il film che parla dei ragazzi con amore

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Mai più come prima, locandina

Il nostro cinema è fatto anche di piccole produzioni che non fanno botteghino, ma che sicuramente nel loro genere sono delle piccole “opere d’arte”, magari più apprezzate all’estero che in casa nostra. Tra queste c’è Mai più come prima di Giacomo Campiotti.

Giacomo Campiotti è uno dei quei registi che si trovano a proprio agio sia col cinema che con la tv. In molti legano il suo nome a fiction di successo come Giuseppe Moscati , L’amore e la guerra e Zivago. “Io cerco di raccontare delle storie; non importa se in forma di fiction, documentario o film”, dice in un incontro col pubblico all’Istituto Saint-Louis de France. “Certo il cinema è più gratificante, anche se la televisione mi dà il privilegio di entrare nelle case”.
Varesino, classe 1957, scopre la passione per il cinema ed entra a far parte del gruppo “Ipotesi Cinema” fondato da Ermanno Olmi. Il suo esordio nel lungometraggio risale al 1989: Corsa di primavera, presentato con successo alla Mostra del cinema di Venezia, viene selezionato da numerosi festival internazionali e vince il “Grifone d’Oro” come miglior film a Giffoni. Nel 1994 arriva la sua opera seconda Come due coccodrilli, anch’essa positivamente accolta dalla critica e presentata in varie rassegne di cinema, in tutto il mondo. Cinque anni dopo esce Il tempo dell’amore, che il regista pesenta al Festival di Locarno. Il film è frutto di una coproduzione italo-franco-inglese e intreccia tre vicende ambientate in epoche differenti ed in diverse stagioni dell’anno, unite dal filo rosso del sentire amoroso. E poi nel 2005 Giacomo Campiotti scrive e realizza Mai più come prima, pellicola che racconta il confine tra adolescenza e età adulta.
Protagonisti sono un gruppo di liceali romani che partono per una vacanza in montagna per fare la scalata del Monte Cristallo nelle Dolomiti. Il contatto con la natura e la compagnia di un ragazzo disabile risveglieranno il loro senso di responsabilità e la forza per esercitare la libertà di scegliere il proprio destino, contro le pressioni delle famiglie e della società. Torneranno in città trasformati… anche perchè nel corso di questa vacanza si verificherà un evento drammatico che cambierà le loro vite.
“È una storia di cambiamento e di iniziazione”, racconta il regista, “lo spunto è stata una storia vera che è capitata a me. Ma si tratta comunque di storie universali: il dolore, la morte, l’imperfezione sono esperienze che vivono anche i giovani di oggi”. Nel film hanno recitato attori non professionisti: tra questi una giovane Laura Chiatti che allora non era così famosa come oggi. “Il film è stato girato sulle Dolomiti: è stata davvero un’avventura, una prova fisica. Così è stato anche lavorare con attori che non avevano mai recitato prima di allora”, dice Campiotti. È stata davvero un’esperienza off-limits se pensate, come ha raccontato il regista, che la pellicola è stata girata con una piccola troupe in condizioni impervie. “L’idea non era quella di fare cinema: i ragazzi dovevano essere totalmente liberi di essere se stessi”, dice il regista, “nei casting ho scelto quelli che erano più simili ai personaggi”, non quelli che avevano un curriculum migliore. Tanta è stata la “simbiosi” tra attori e film che stavano recitando, simbiosi aiutata anche dal fatto che troupe e ragazzi vivevano e dormivano insieme in spazi strettisimi, che “a un certo punto ho dimenticato la scenggiatura e seguivo loro. Il problema non era farli recitare, ma fare in modo che la macchina-cinema diventasse più leggera possibile”, dice Giacomo. I miracoli del cinema!!
A confermare i racconti del regista anche uno degli attori, Marco Velluti, autore tralaltro della colonna sonora : “è stata una scelta coraggiosa, soprattutto dal punto di vista dell’ambientazione. Eravamo sulle montagne ed il freddo e le rocce erano quelle. Rispetto ad altri film ‘generazionali’ che non si soffermano sui giovani, questo prova a dar voce a loro e si sente molto amore per i ragazzi”.

Giudicate voi: ecco il trailer del film….

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Mar 13/05/2008 da Claudia Nuzzarello

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Vanessa aka italia87 24 agosto 2008 17:19

La maturità ha segnato un momento di svolta nella vita della maggior parte di noi. E’ uno spartiacque che divide l’esistenza di prima, quella passata sui banchi di scuola da quella successiva, un vero e proprio salto nel vuoto. L’inaspettata vacanza di Enrico, Martina, Fava , Giulia, Max e Lorenzo sulle Dolomiti assume un significato particolare perchè ognuno è un mondo a parte, impenetrabile. Giulia è bionda, bellissima e forse un po’ egoista( ma in fondo chi non lo è a 20 anni!), è fidanzata con Lorenzo di tipica famiglia borghese, ricco quindi, soprattutto di possibilità e di privilegi. Martina, non particolarmente avvenente, innamorata di Lorenzo, poi Max, disabile, spastico; tutti pensano di aiutarlo,capirlo, in realtà forse nessuno l’ha mai ascoltato davvero. Fava/Cesare è il coatto per eccellenza, quello che ha bisogno di star male per sembrare più duro, maledetto e quindi più interessante; Enrico è il sognatore, la voce amica che ti solleva quando sei a terra, quello che ti prende in spalla se non puoi camminare da solo. E’ lui che organizza la vacanza in montagna, forse, come dice poi il padre dopo la tragedia, per andare alla ricerca della vera bellezza. Enrico vede la luce dentro la gente, quella luce nascosta, non ostentata che tutti abbiamo dentro dal momento in cui nasciamo. Il Fato, il Destino (scegliete voi, uno vale l’altro tanto il risultato è sempre lo stesso) si porta via uno di loro e a nulla valgono le preghiere, le speranze… Al ritorno dalla vacanza nulla è come prima. I protagonisti ora vedono la realtà con occhi diversi,disillusi, sì, perchè tutto cambia quando si soffre. Lorenzo si rassegna all’idea di lavorare nello studio dentistico del padre, accetta la borsa di studio per la Svizzera anche se sa che i suoi privilegi “comprati” stanno rovinando la sua famiglia e abbandona il sogno di diventare musicista, Giulia si allontana da tutti, da sua madre e da Lorenzo e Martina, Fava e Max fanno i conti con il dolore, forse il primo vero dolore delle loro giovani vite. “Mai più come prima” potrebbe essere la mia e la vostra storia. Di tutti quelli che vivono e si confrontano con le loro emozioni giorno per giorno, in modo diverso, esclusivo proprio come i 6 protagonisti che devono guardare fissi, negli occhi i loro demoni personali per trovare la loro strada.
Mentre per alcuni l’aver scalato una montagna non sarà mai abbastanza e vorranno spingersi oltre come Enrico,per altri, come Max, scendere i gradini di una baita sarà il più grande successo di una vita.

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