Panaria Film: genesi del cinema subacqueo

Era l’Estate del 1946 quando, a bordo del motoveliero “San Giuseppe”, quattro giovani rampolli della nobiltà italiana, tutti ex membri del “Circolo della Vela” di Palermo, raggiunsero il selvaggio paesaggio eoliano.
Avevano sentito dire molte cose di queste isole e del loro ambiente incontaminato, ed erano particolarmente curiosi di raggiungerle. Il loro scopo era quello di poter esercitare per il periodo estivo il loro hobby preferito, cioè la pesca subacquea. Prima di partire per le Isole Eolie, il loro territorio di caccia era stata l’isola di Ustica, al largo di Palermo.
Per i nostri aspiranti pescatori subacquei, le Eolie significavano avventura e divertimento, un modo nuovo per ricominciare a riscoprire i godimenti della vita e dell’amicizia dopo il trauma bellico.
Francesco Alliata, uno dei ragazzi, aveva una notevole esperienza in tecniche di ripresa, così come Renzo Avanzo, che aveva lavorato come aiuto regista di Rossellini per “Paisà“. Il primo passo verso l’effettiva realizzazione delle riprese, effettuato con una notevole dose di azzardo, fu di rivestire la Arriflex 35 mm di Alliata con una copertura impermeabile. L’intenzione era quella di coniugare le due grandi passioni del gruppo, cioè cinema e pesca subacquea. Il sorprendente risultato di questa strepitosa iniziativa fu un cortometraggio di rara bellezza dal titolo eccentrico di “Cacciatori Sottomarini“. Il piccolo film, nato quasi spontaneamente, si presentava come la descrizione di una giornata di pesca di tre giovani sub, ma la labile struttura narrativa era un semplice pretesto per ritrarre i fondali eoliani pieni di tesori nascosti e la natura selvaggia dell’arcipelago. “Cacciatori Sottomarini” segna la nascita della Panaria Film, la cui avventurà fu molto importante per tutto il cinema italiano e internazionale.








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