Paura 3D dei Manetti Bros, la recensione: meglio evitare certe cantine
Regia dei Manetti Bros, Paura 3D è un horror di tutto rispetto con Peppe Servillo, Francesca Cuttica, Domenico Diele, Lorenzo Pedrotti e Claudio di Bigio. Il film arriverà in sala venerdì 15 giugno e racconta le vicende di tre normalissimi ragazzi che si ritrovano a vivere un weekend da incubo nella facoltosa villa di un misterioso marchese. Vivacinema ha visto il film in anteprima per voi e vi propone la recensione.
Marco, Simone e Ale, protagonisti di Paura 3D dei Manetti Bros, sono tre amici che vivono in un quartiere della periferia di Roma. Tre ragazzi normalissimi che, come tanti altri, inseguono dei sogni che forse non si realizzeranno mai attraverso lo studio, la musica o il lavoro. Insoddisfatti, annoiati e quasi inermi di fronte alle difficoltà di una vita, sono lo specchio di una certa realtà giovanile di oggi, fatta di ragazzi perennemente scontenti, in cerca di svaghi sempre nuovi per sfuggire alla noia quotidiana. ‘Il vero problema è che non succede mai nulla’ dice Marco a Simone durante una delle loro chiacchierate al solito parchetto. Ed è come se il caso ci mettesse lo zampino perché di lì a poco, probabilmente, Marco si pentirà amaramente di aver pronunciato quelle stesse parole. A concedergli la tanto desiderata opportunità di svago e fuga dalla realtà sarà proprio Ale che propone ai tre ragazzi un incursione per un intero weekend nella villa di un facoltoso marchese, cliente dell’officina meccanica in cui il giovane lavora, figura sinistra e misteriosa di cui conosciamo un solo dettaglio: la passione per le auto d’epoca.
I pezzi si incastrano alla perfezione in questo horror firmato da Marco e Antonio Manetti che nelle atmosfere dark e inquietanti – cantine buie, lunghi corridoi, porte chiuse con lucchetti dove si celano misteriose presenze – ricorda i film del maestro dell’horror italiano Dario Argento. Sceneggiatura semplice e lineare che si concede qualche sorpresa, soprattutto nell’inaspettato finale, movimenti di macchina veloci che conferiscono il ritmo giusto alla pellicola, riprese dall’alto alternate a quelle dal basso e intensi movimenti a seguire i personaggi per dare un senso di maggior realismo alle immagini e giocare sul forte pathos, tipico degli horror, nell’attesa che qualcosa di sinistro si manifesta ai nostri occhi.
Sebbene il film stenti a decollare, bisogna attendere circa un’ora prima di essere davvero catapultati nell’intera vicenda, i Manetti Bros con Paura 3D riescono ad affascinare gli spettatori trascinandoli nel vivo della storia e sorprendono con qualche macabra e inaspettata scena splatter. Fin dalle primissime immagini del film è chiaro l’intento di trasportarci all’interno di un’atmosfera inquietante, la villa di un uomo solitario e strano che sicuramente nasconde qualcosa di poco pulito, e non ci vuole poi molto a capirlo visto che il film si apre come il classico racconto dell’horror: una voce fuori campo ci introduce all’interno della casa del terrore dove una cameriera spaventata cerca di fuggire.

Sono le prime battute di Paura 3D che, subito dopo gli elaborati titoli di testa, ci introduce alla normale vita dei tre giovani, veri protagonisti del weekend da incubo all’interno della villa. L’inaspettato ritorno del marchese prima del tempo scombinerà i loro piani di divertimento e relax e darà il via alla storia che tutti noi aspettavamo. E nonostante qualche scena un po’ tragicomica, che di horror ha ben poco ma a cui siamo ormai abituati, Paura 3D dei Manetti Bros riesce a creare il giusto mix di ansia, tensione ed inquietudine e nonostante la sensazione di trovarsi di fronte ad un finale già scritto, vi consigliamo di attendere l’ultima scena per scoprire che il film non è poi così ovvio come può sembrare.

Una nota di merito alla colonna sonora firmata da Pivio, questa volta da solo senza la storica collaborazione con Aldo de Scalzi, che si sposa perfettamente con il racconto. Se nelle scene iniziali, infatti, si ricorre a musiche rap cornice perfetta con la vita dei tre giovani protagonisti, nella seconda parte del film i toni si fanno più metal proprio per sottolineare il senso di angoscia e di paura dell’intera vicenda. Buona l’interpretazione degli attori Domenico Diele, nei panni di Ale, già visto in A.C.A.B. All Cops are bastards, Claudio di Biagio, Marco, pluripremiato per via della web-series di fantascientifica ‘Freaks’ creata dal giovane su youtube, Lorenzo Pedrotti, nei panni di Simone, visto in Giallo film di Dario Argento e soprattutto di Francesca Cuttica, Sabrina, che oltre a vantare diverse interpretazioni a Teatro, aveva già collaborato con i Manetti Bros nel film L’arrivo di Wang. Eccellente l’interpretazione di Peppe Servillo in un ruolo sicuramente diverso da quello intepretato nel film di Paola Randi Into Paradiso.
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Gio 14/06/2012 da Marianna Ninni in Manetti Bros, Peppe Servillo









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