Roma cinema fest 2008, Appaloosa, recensione

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Western che guarda alla tradizione del genere e film attento a ogni dettaglio, Appaloosa non ha tradito le aspettative: il film è stato presentato in anteprima al Festival di Roma.

Appaloosa è il nome della città dove è ambientato il film. Siamo nel 1882, nel New Mexico. Protagonisti due “tutori dell’ordine”, due pistoleri che vengono assoldati per riportare l’ordine nella città. Uno è Virgil Cole, interpretato da Ed Harris, e l’altro è il suo “braccio destro” Everett Hitch (Viggo Mortensen). A turbare la pace nella piccola comunità di minatori di Appaloosa è un crudele ranchero, Randall Bragg (Jeremy Irons), che con la sua banda di fuorilegge spadroneggia in tutta la città, permettendosi di violare la legge. Tra i delitti di cui si macchia Bragg c’è l’assassinio a sangue freddo dello sceriffo della città…per assicurare il colpevole alla giustizia i governanti di Appaloosa incaricano Cole e Hitch di scovarlo ….

Il film è un western a tutti gli effetti con tanto di sparatorie e duelli: ad accompagnare le azioni dei personaggi le belle musiche di Jeff Beal, vinicitore tralatro di un Emmy quest’anno. Ma ci sono due elementi nuovi, se vogliamo: l’ironia e la presenza di un genere di donna non proprio di incorrotti costumi che è Allison French ( Renée Zellweger), che seduce Virgil, ma ci prova allo stesso tempo con il suo vice, senza disdegnare contemporaneamente anche altri personaggi del film, compreso il “cattivo” Bragg. Quanto all’ironia la pellicola è davvero gustosa sotto questo punto di vista: tante le battute fulminanti che i due protagonisti si scambiano. Esilrante la scena in cui Virgil chiede all’amico di andare a vedere la casa in cui andrà ad abitare con Alison, pregandolo di rassicurare la donna che si lamenta che lui è assente e che è troppo impegnato col lavoro…. e per la cronaca Everett andrà da Alie, ma questa più che essere rassicurata avrebbe voluto altro da lui…..

Convincenti i due personaggi principali: tutto è studiato nei minimi dettagli. Dai vestiti al modo di camminare e soprattutto di comunicare…. I due, che lavorano da tanto tempo insieme conoscendosi a vicenda meglio di chiunque altro, comunicano attraverso il “non detto”, attraverso gli sguardi che dicono più di qualunque parola…. decisamente meritati i tanti applausi dei giornalisti presenti in sala…

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27 ottobre 2008 15:25
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Recensioni? Gli articoli del Festival di Roma sarebbero recensioni? Forse è il caso di rivedere il significato delle parole ma, soprattutto, ripassare un po’ meglio la nostra bella lingua!

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Claudia Nuzzarello
ClaudiaN 27 ottobre 2008 15:53
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non so quale sia il significato che tu dai alla parola recensione.. cmq io volevo solo scrivere un articolo in cui sottolineamo le impressioni di un film che ho visto in anteprima al festival di roma… non ambivo certo a fare il supercritico cinematografico… se tu hai qualcosa da suggerire o aggiungere (se hai visto il film) fallo pure: noi di vivacinema saremo lieti di pubblicarlo…

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Alessia Onorati
Alessia Onorati 27 ottobre 2008 15:55
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…e impariamo a metterci anche la faccia ops il nome ai commenti che si fanno magari, senza considerazione né rispetto per il lavoro degli altri e soprattutto con l’aria da professorino che se proprio si ritiene tale almeno che ci illumini con consigli e suggerimenti…quelli sono sempre ben accetti…ma a quanto pare molti non hanno l’UMILTA’e non ne conoscono neanche il significato…

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27 ottobre 2008 16:09
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Siamo permalosi eh? E non si tratta di essere “supercritici” ma solo di rispettare le regole di base del giornalismo, ad iniziare dal “se vogliamo”, espressione colloquiale che appare un po’ troppo spesso. Comunque non si commette un reato di “lesa maestà” se non si è d’accordo con l’opinione altrui. Per quel che riguarda l’anonimato eccovi accontentati: Sara, Marco,Gianni,Luca, Paolo,Giovanni, Francesca,Roberta e tutti quelli che amano leggere. E’ stato un piacere avere questo confronto… democratico. A proposito… Umilmente, Buon lavoro!

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27 ottobre 2008 16:17
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Per parlare di “umiltà” siamo un po’ troppo permalosi eh? In ogni caso non si tratta di essere “supercritici” ma di rispettare – almeno – le regole base del giornalismo. L’uso del colloquiale “se vogliamo”, per dirne una. Riguardo all’anonimato eccovi accontentati: Sara, Rita, Monica, Giovanni, Federico, Alessandro e molti altri che amano il cinema e la buona lettura. Non è reato di “lesa maestà” non essere d’accordo con l’opinione altrui. In ogni caso è stato un piacere avere questo confronto…democratico. A proposito: “umilmente” Buon lavoro!

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Alessia Onorati
Alessia Onorati 27 ottobre 2008 17:13
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Non mi pare che abbiate messo in evidenza opinioni diverse…state semplicemente correggendo da sapientoni e luminari un articolo scritto..evidentemente vi piace passare il pomeriggio con penna rossa e occhialetti spessi tra un sito e l’altro…che dire?umilmente buon divertimento!quando crescerete capirete cosa significa lavoro, umiltà…democrazia!

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Sara e... 27 ottobre 2008 18:12
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Come scrisse Flaiano “il peggio che possa capitare ad un genio è di essere compreso”. Ed è ciò che è accaduto. Addio!

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Alessia Onorati
Alessia Onorati 27 ottobre 2008 20:54
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Vedo che ad umiltà state veramente in pole position…complimenti!!!e a citazione rispondiamo con una citazione:
Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di essere saggio.
William Shakespeare

E se proprio vogliamo resuscitare Flaiano eccovi serviti:
Oggi il cretino è pieno di idee.
Ennio Flaiano

E’ stato un piacere!

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Cris 27 ottobre 2008 21:22
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Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.

Bertrand Russell

…e questi qui l’hanno proprio dimostrato!Grande VIVA CINEMA!!!

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