Roma cinema fest 2008, Il sangue dei vinti fa discutere

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Non è un film in concorso alla Festa del cinema di Roma, è tra le proiezioni speciali, ma già fa discutere, anzi continua a far discutere: è Il sangue dei vinti di Michele Soavi, che esplora un pagina dolorosa della storia del nostro Paese, le efferatezze compiute dai partigiani e antifascisti sui sostenitori della Repubblica di Salò. “Avrebbe dovuto essere in concorso”, dice Pansa, autore del libro da cui è tratto il film… e la polemica si accende.

Il sangue dei vinti, già rifiutato dal Festival di Venezia, è la storia di una famiglia distrutta dalle divisioni politiche alla fine della seconda guerra mondiale. Al centro un fratello e una sorella: uno fa parte delle brigate partigiane e l’altra, invece, entra a far parte della milizia della Repubblica di Salò. Tra ricostruzione storica e thriller politico, il film è tratto dal libro omonimo di Gianpaolo Pansa. Tra i suoi interpreti Michele Placido, Barbora Bobulova e Alina Nedelea.

“L’intento era proprio quello della pacificazione, di riportare i valori più umani in modo che vengano seppelliti tutti i morti”, dice il regista. Diverso il parere del giornalista Pansa autore del libro: “l’Italia non è per niente pacificata”, ma un Paese diviso, “avrei preferito che questo lavoro fosse in concorso insieme agli altri“.

“L’aspetto primario del film è stato poter raccontare una parte di storia d’Italia, mai raccontata prima, una storia negata“, dice il produttore Alessandro Fracassi perchè “leggendo il libro io ho scoperto che le cose sono andate anche in un altro modo”. “Abbiamo deciso di seguire il libro di Pansa, ma abbiamo fatto anche una storia romanzata”, spiega Michele Soavi, che si potesse collegare però agli episodi chiave narrati dal giornalista, e cercando di seguire un consiglio dato da quest’ultimo: “devi fare questo film con gli occhi di un lappone”, ossia di uno straniero che non conosce la storia del nostro Paese. Appunto per non ripetere certi errori e per avvicinarsi quanto più possibile alla verità….

Il film uscirà tra febbraio e marzo 2009

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Blackblog 28 ottobre 2008 00:15
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Questo film è solo l’ennesimo tentativo di riabilitare il fascismo, facendoci credere che fascisti e partigiani fossero entrambi dalla parte del torto e entrambi avessero le loro ragioni. Facendo dimenticare che è stato il fascismo, con i suoi due milioni di morti della guerra coloniale d’africa a iniziare una guerra da 50 milioni di morti.
E chi ha ammazzato fino al giorno prima secondo voi doveva essere perdonato perchè la guerra era finita?? Mi sembra che così facendo si ignora il contesto storico in cui le cose avvengono.
D’altronde in un Italia in cui il 50% dei giovani crede che la strage di bologna l’hanno fatta le brigate rosse e elegge come presidente il pupillo di Licio Gelli insieme agli eredi del fascismo mi sembra che film come questi siano assolutamente in linea.
GIUDIZIO: UN FILM PER IL REGIME CHE SI STA’ COSTRUENDO

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28 ottobre 2008 13:03
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Ascolta bene, saputello comunista: è un dato di fatto che le stragi perpetrate dai partigiani subito dopo la guerra, in quanto ad efferatezza, non hanno niente da invidiare a quelle effettuate dai peggiori nazifascisti, ok?
Voi di sinistra siete di una mancanza di obiettività (e di onestà) spaventosa!!!

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