The Amazing Spider-Man: la recensione del film con Andrew Garfield ed Emma Stone

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Andrew Garfield The Amazind Spider Man recensione

È Amazing lo Spider-Man di Marc Webb interpretato da Andrew Garfield insieme a Emma Stone nei panni di Gwen Stacy, Sally Field e Martin Sheen in quegli degli zii di Peter Parker e Rhys Ifans in quelli di Lizard. E non per il 3d né tantomeno per la spettacolarità legata alle immagini e alla riprese tra i grattacieli che non poteva mancare nel remake su uno degli eroi più amati degli ultimi cinquant’anni. Lo Spider-Man di Marc Webb è amazing perché è un film di sentimenti, un film su un ragazzo normale, vittima di atti di bullismo, vicino a molti giovani di oggi, un film sull’adolescenza di Peter Park segnato dalla perdita dei genitori e alla continua ricerca di sé stesso e di una risposta sulla scomparsa del padre e della madre.

Il film si apre proprio con l’immagine di Peter Parker bambino che viene lasciato in custodia agli zii dai genitori che non rivedrà. Non è difficile capire che questo è uno degli eventi che l’ha maggiormente segnato nella vita e nonostante la presenza di due zii attenti a crescerlo ed educarlo nel migliore dei modi, permane in Peter quel filo di tristezza e malinconia, quel vuoto che non riesce a colmare. Vittima degli attacchi gratuiti dei classici bulletti della scuola, Peter vive la sua vita in disparte e senza troppe pretese, se ne va in giro tra i corridoi della scuola portando con sé uno skateboard e una macchina fotografica per scattare, di tanto in tanto, qualche fotografia a Gwen, la ragazza di cui è innamorato. Sarà il casuale ritrovamento della vecchia valigia di suo padre a spingere Peter verso il Dottor Connors, figura scientifica importante che conduce alcuni esperimenti sulla genetica e sull’incrocio delle specie con l’intento di creare un mondo senza debolezze, una ricerca scientifica che favorirà anche la ricrescita degli arti. Non è un caso, quindi, che al Dottor Connors manchi un braccio.

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Guardando The Amazing Spider-Man, film ricco di curiosità e spunti interessanti, si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad un lavoro del tutto nuovo che non ci fa sentire nostalgia né ci spinge più di tanto al paragone inevitabile con lo Spider-Man di Sam Raimi. Un film buono che convince, diverte ed intrattiene lo spettatore attraverso immagini spettacolari e un pizzico di inaspettata ironia buttata lì quando meno te lo aspetti. Fatta eccezione per alcune situazioni che fanno parte della storia e vengono riproposte in una rivisitazione narrativa del tutto inedita, a cominciare dal morso del ragno che renderà Peter invincibile, l’uccisione dello zio per mano di un rapinatore e lo scontro con Lizard, il film di Webb riesce a brillare di luce propria perché racconta una storia del tutto nuova sulla vita di Peter Parker sviluppando diverse storylines in cui si intersecano numerose tematiche: l’abbandono, la storia d’amore con Gwen, la difficoltà di farsi accettare per quello che si è, il senso di colpa, il desiderio di vendetta e la crescita strettamente legata alla consapevolezza di un senso di responsabilità da cui non si può prescindere.

Diretto con grande maestria e attenzione da Marc Webb, già autore di 500 giorni insieme The Amazing Spider-Man riesce a trovare il giusto equilibrio tra azione ed emozione senza farsi mancare quel tocco di humor che rende le 2 ore e 16 della pellicola assolutamente godibili, basta pensare alle scene in cui il paladino notturno Peter Parker si diverte ad umiliare i criminali o la rivincita che sempre Peter si prende nei confronti del bulletto della scuola umiliandolo davanti a tutti sul campo di basket. Così The Amazing Spider-Man procede spedito verso la meta staccandosi completamente dalla storia diretta da Sam Raimi. A confermarlo è la scena finale in cui Peter e Gwen riescono a rispondere, attraverso una battuta ed uno sguardo, alla domanda che tutti noi ci poniamo fin dai primi minuti.

Andrew Garfield Emma Stone The Amazing Spider Man

Più che positivo il giudizio nei confronti di tutto il cast a cominciare dal nuovo Peter Parker/Andrew Garfield che non ci fa provare nostalgia nei confronti di Tobey Maguire. Del resto Andrew Garfield aveva già dimostrato di possedere talento in film come The Social Network con Jesse Eisenberg e Non Lasciarmi accanto a Keira Knightley. Non è da meno Emma Stone nel ruolo di Gwen Stacy, attrice la cui bravura e bellezza erano già state apprezzate di recente nel film The Help, Martin Sheen un attore che all’attivo circa 65 film tra cui Apocalypse Now e Prova a prendermi, Sally Field la tanto amata mamma Nora Walker di Brothers & Sisters, serie televisiva che si è conclusa nel 2011 dopo cinque stagioni e Rhys Ifans nel ruolo del Dr Connors, il cattivo della serie che tuttavia non brilla per interpretazione quanto gli altri. Manca infatti qualcosa al Lizard di Rhys Ifans che sebbene misterioso e ambizioso, mosso dal desiderio di trovare l’algoritmo perfetto in grado di far ricrescere l’arto che gli manca, non riesce a convincere e risulta essere, tra tutti i protagonisti del cast di Spider- Man il meno Amazing.

Rhys Ifans Lizard The Amazing Speder Man

Per quanto riguarda il 3D ci sentiamo di dire che, almeno in questo caso, non aggiunge un granché al film e che la differenza delle immagini non è poi così eclatante. Ci sono punti, infatti, in cui la visione del film risulta più piacevole addirittura senza gli occhialini. Infine, una nota di merito alla soundtrack di The Amazing Spider-Man firmata dal compositore James Horner che aveva già lavorato alle musiche di film come Avatar, A Beautiful Mind, Titanic, Braveheart e Apollo 13 solo per citarne alcune e che anche in questo caso è riuscito ad emozionare con una colonna sonora che trascina ed emoziona come tutto il film. Ottima la sceneggiatura scritta da James Vanderbilt descritto da Equire Magazine come ‘lo sceneggiatore impavido’, imperdibile il cameo di Stan Lee, in assoluto il momento più divertente di tutto il flm.

Un film piacevole ed emozionante The Amazing Spiderman di Marc Webb si può vedere senza rimpiangere, come spesso capita, il costo del biglietto. E a quelli che rimproverano al regista Marc Webb e allo sceneggiatore James Vanderbilt un po’ di ingenuità nella struttura narrativa che non riesce a chiudere alla perfezione tutti i buchi ci sentiamo di dire che, considerato il film nel suo complesso, le ingenuità sono piuttosto perdonabili. Un consiglio, infine, a chi è abituato a sgattaiolare dal cinema subito dopo l’inizio dei titoli di coda. Vi suggeriamo di attendere qualche minuto per non perdervi l’ultimissima scena del film, conferma ulteriore che le premesse seminate durante tutto il film lanciano le basi per un possibile sequel.

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Sab 23/06/2012 da Marianna Ninni in

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